Newsletter > 08/01/2014 Domenica 29 marzo 2020
 

Da Costantino al Vaticano II: Storie di libertā religiosa
Incontro promosso dall’IFS dell’8 gennaio 2014, Prof. Riccardo Burigana

 
Luogo: Pua Roma
Cronaca
PUA Mercoledì 8 gennaio 2014, alle ore 16:00, si è svolto il secondo incontro del ciclo di conferenze della Cattedra di Spiritualità e Dialogo interreligioso, organizzato dall'Istituto Francescano di Spiritualità della Pontificia Università Antonianum e che quest’anno tratta il tema Libertà religiosa in questione: antropologia, storia, diritto, cinema. Hanno partecipato all’incontro circa un centinaio di persone. Nel corso dell'incontro, introdotto dal prof. Paolo Martinelli, Preside dell'Istituto, e moderato dal prof. Luca Bianchi, il prof. Riccardo Burigana, Direttore del Centro Studi sull’Ecumenismo in Italia e professore di Storia della Chiesa all’Istituto di Studi Ecumenici S. Bernardino di Venezia, ha svolto una relazione sul tema Da Costantino al Vaticano II: storie di libertà religiosa. Nel suo intervento, il prof. Burigana ha ripercorso sinteticamente i venti secoli della Storia della Chiesa in sette tappe (Costantino e la sua tradizione; il lungo Medioevo; il secolo della libertà religiosa: sec. XVI; la libertà di non credere; sec. XIX: colonialismo e nazionalismo; sec XX: la libertà religiosa per legge; il concilio Vaticano II), mostrando come il diritto alla libertà religiosa sia stato spesso disatteso se non calpestato. Dopo il cosiddetto Editto di Milano, con il quale veniva concessa ai cristiani, come a tutti gli altri sudditi dell’impero, la libertà di professare la religione che avessero preferito, molti uomini di Chiesa sembrano aver presto dimenticato il tema della libertà religiosa, fino alla sua solenne riaffermazione da parte della Chiesa nella dichiarazione Dignitatis Humanae del concilio Vaticano II. In questo documento si afferma infatti «che la persona umana ha il diritto alla libertà religiosa. Il contenuto di tale libertà è che gli esseri umani devono essere immuni dalla coercizione da parte di singoli individui, di gruppi sociali e di qualsivoglia potestà umana, così che in materia religiosa nessuno sia forzato ad agire contro la sua coscienza né sia impedito, entro debiti limiti, di agire in conformità ad essa» (Dignitatis Humanae 2). Al termine della sua relazione il professore ha risposto a diverse domande che gli hanno permesso di chiarire ulteriormente il suo pensiero.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
  
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