Inizio > Rivista Antonianum > Articoli > Brungs S.J. Lunedì 21 ottobre 2019
 

Rivista Antonianum
Informazione sulla pubblicazione

 
 
 
 
Foto Brungs S.J. Robert , « Gaudium et spes » and biological advance , in Antonianum, 70/3-4 (1995) p. 575-608 .

RIASSUNTO: La Gaudium et Spes è particolarmente interessata alla « cultura ». Essa tratta della scienza e della tecnologia come di uno degli aspetti più importanti di detta cultura. In realtà, non lo fa in modo dettagliato e specifico, tuttavia, la GS è un importante dichiarazione magisteriale, in quanto è essenzialmente aperta al progresso scientifico e allo sviluppo tecno­logico. Il documento conciliare, mentre evita una trattazione specifica a riguardo della scien­za, specialmente della biologia, guarda però espressamente agli sforzi scientifici come ad un bene in se stesso e nel contempo come ad un elemento cruciale nella maturazione culturale. L'evitare la discussione specifica, offre poco aiuto per giudicare gli effetti culturali del pro­gresso scientifico; in compenso, ciò preserva la costituzione dalla rapida obsolescenza. Aperto una dozzina d'anni dopo che Watson e Crick avevano scoperto la struttura a doppia elica dell'acido desossiribonycleico (DNA), il Concilio molto probabilmente sottostimava la velocità e l'ampiezza degli sviluppi biologici. Non era solo, comunque, in questo disguido di calcolo: i leaders politici hanno capito anch'essi solo lentamente la rivoluzione che si profila­va. D'altro canto, però, i padri conciliari hanno saputo vedere profeticamente nella famiglia un elemento centrale della cultura. È la famiglia infatti, insieme alla comprensione e alla va­lorizzazione della sessualità, ad essere riguardate come oggetto privilegiato dalle scoperte bio­logiche e dalle applicazioni biotecnologiche. La teologia morale cattolica (e la bioetica) è forse ancora inadeguata a tenere dietro a tale progresso, mentre le stupende scoperte e il loro uso richiedono proprio lo sforzo comune di scienziati, e teologi. Le questioni morali potranno trovare una soluzione soddisfacente solo al­lorché i teologi avranno sviluppato una teologia più centrata sul corpo. Ciò richiede lo sforzo di tutta la Chiesa, unitamente agli scienziati. Al Concilio può essere perdonata la mancanza di previdenza, ma noi non possiamo esserne esonerati.


 
 
 
 
 
 
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