Inizio > Rivista Antonianum > Articoli > Nobile Martedì 20 agosto 2019
 

Rivista Antonianum
Informazione sulla pubblicazione

 
 
 
 
Foto Nobile Marco , Recensione: H.L. Strack - G. Stemberger, Einleitung in Talmud und Midrasch , in Antonianum, 62/1 (1987) p. 122 .

Bisogna salutare con gratitudine l'operazione scientifica condotta da G. Stemberger con questa sua riedizione, radicalmente nuova, dell'antica Introduzione dello Strack.

Come dice lo S. nella prefazione, l'unico modo per rendere onore allo Strack e allo spirito che lo ha guidato nella creazione di questo manuale, fondamentale nel campo degli studi rabbinici, era quello di ridargli la tradizionale funzione, trasformandolo e adeguandolo ai risul­tati dell'attuale indagine scientifica.

Così, allo snellimento dell'opera da materiale ormai superato, spe­cialmente nella bibliografia, si è affiancato ad es. un ampliamento della parte dedicata ai Midrashim. In realtà, si può affermare che nonostante vi siano ancora (ed era opportuno) alcune rimanenze letterali dello Strack qua e là, specialmente nei capp. sull'ermeneutica rabbinica e sulla tradizione orale e scritta, il libro è una nuova opera, caratterizzata oltre che dall'aggiornamento di contenuto, anche da una più chiara arti­colazione dei temi e da una gradevolezza di stile, che elimina l'antico appesantimento manualistico.

L'opera consta di tre parti. Nella prima si affrontano argomenti gene­rali ma fondamentali per penetrare in quel pianeta interessante che è il mondo della letteratura rabbinica. Si tratta di problemi storici e metodologici. A questo proposito è particolarmente interessante il cap. V: Vom Vmgang mit rabbinischen Texten: zur Methodenfrage (Approccio ai testi rabbinici:   la questione metodologica).

Ciò che lo S. scrive, mostra chiaramente quanto matura sia diven­tata l'indagine scientifica in materia.

La seconda parte tratta della letteratura talmudica: la Mishna, la Tosefta, i due Talmud, palestinese e babilonese, e i trattati extracanonici.

Infine, la terza parte sviluppa ampiamente l'argomento dei Midrashim.

Il tutto, come si è detto, in uno stile limpido e discorsivo, come richiede lo status quaestionis attuale, ma anche la sensibilità contem­poranea.

Forse, l'unico neo che la precisione scientifica troverebbe, è la rinun­cia ai caratteri ebraici e l'uso, di conseguenza, della equilibristica traslitte­razione. Ciò, in compenso, si riflette sul costo del libro, accessibile a tutte le tasche. Un aspetto, questo, che va considerato un merito ulteriore che nulla toglie alla preziosità del contenuto.


 
 
 
 
 
 
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