Inizio > Rivista Antonianum > Articoli > Weijenborg Martedì 22 ottobre 2019
 

Rivista Antonianum
Informazione sulla pubblicazione

 
 
 
 
Foto Weijenborg Reinhold , Recensione: VINCENZO MESSANA, Saggi di esegesi spirituale nei Padri, in Antonianum, 58/2-3 (1983) p. 493 .

Nel presente libro il professore Messana, docente di patrologia e di storia della Chiesa Antica nell'Istituto di teologia pastorale di Caltanis­setta pubblica tre relazioni che nel 1975 e nel 1979 ha tenute ai congressi internazionali di patristica di Oxford e di Roma. La prima ha per titolo L'esegesi tropologica presso i Padri e le bibliche figure di Abele e di Caino in Ambrogio ed Agostino (p. 7-30). Essa spiega in primo luogo che Cle­mente e Origene prendono la parola tropologia in due sensi. Da un lato comprendono la parola tropos nel senso di comportamento morale, cosic­ché per loro la tropologia è la ricerca del senso etico di un certo passo. D'altro lato spiegano con il Pseudo-Eraclito la parola tropos come muta­mento, cosicché comprendono la tropologia come l'interpretazione alle­gorica di certi passi della S. Scrittura. Poi FA. indica in Ambrogio e Agostino alcuni contesti in cui l'interpretazione tropologica della S. Scrit­tura non viene usata per cambiare il senso del sacro testo da quello originalmente inteso, ma viene rivolto allo studio del comportamento etico dei cristiani.

La seconda relazione che s'intitola Lo Spirito Santo e l'accezione dementina di senso spirituale (p. 31-50) spiega che secondo Clemente d'Alessandria tutta la creazione è un riverbero creato dello Spirito In­creato e che l'anima intellettuale dell'uomo è intimamente unita al me­desimo Spirito e sempre mossa da lui  (Strom. 6,16).

Nella terza relazione intitolata La nudità di Adamo ed Eva secondo Diadoco di Fotica (p. 51-56) l'A. valorizza la centuria gnostica del vescovo epirotico, della quale nel 1978 ha pubblicato a Roma la traduzione italiana sotto il titolo Cento considerazioni sulla fede. Diadoco prende la nudità dei protoplasti in senso neutro come privi di vestimento, in senso negativo come rivestiti di tenebre e in senso positivo come rivestiti di carità e di grazia, anzi « di Cristo sino ad esprimerne la nudità gloriosa » (p. 63).

Mentre felicitiamo l'A. del suo erudito lavoro, ci compiacciamo con il Seminario Vescovile di Caltanissetta che lo ha pubblicato come un utile contributo allo studio di certi autori greci che hanno influito sulla gloriosa storia greco-sicula cristiana.


 
 
 
 
 
 
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