Inizio > Rivista Antonianum > Articoli > Matanic Giovedì 02 aprile 2020
 

Rivista Antonianum
Informazione sulla pubblicazione

 
 
 
 
Foto Matanic A.G. , Recensione: Constitutiones Ordinis Fratrum Minorimi Capuccinorum saeculorum de-cursu promuigatae. Voi. I Constitutiones antiquae (1529-1643). Editio anastatica , in Antonianum, 56/2-3 (1981) p. 498-499 .

I nostri confratelli Cappuccini hanno avuto la felice idea di ripub­blicare, in edizione anastatica e in unico volume, le loro più antiche Costituzioni: dalle prime, dette di Albacìna, del 1529 (vi si riporta la fotocopia del manoscritto attribuito a Lodovico da Fossombrone) a quelle del 1643, dette Romane, perché rivedute e integrate al capitolo romano dell'Ordine celebratosi in quell'anno. Queste ultime Costituzioni rima­sero poi in vigore praticamente fino al 1909. P. Rywalski, ministro gene­rale dei Cappuccini, presentando con entusiasmo il volume (cui dovrebbe seguire un secondo), auspica che « l'anima delle Costituzioni antiche » per­vada la vita dei Cappuccini di oggi, e la sottintesa distinzione tra l'anima e la lettera è ben giustificata.

I testi qui riediti delle sette antiche Costituzioni (quelle del 1638 sono ristampate in italiano e in latino) sono preceduti da una sobria prefazione (pp. 7-15), in cui quei testi vengono brevemente descritti e, in modo speciale, vengono inseriti nel rispettivo momento storico (si pensi solo all'evento del Concilio Ecumenico di Trento i cui decreti eb­bero tanto influsso sulla legislazione particolare di tutti i religiosi).

Siamo convinti che questa lodevole pubblicazione renderà prezioso servizio agli studiosi della storia e della spiritualità francescana, e in particolare dei cappuccini, sebbene, bisogna dirlo, ogni studioso sa distin­guere quel che è prescritto o proibito e quel che è veramente vissuto: esiste una spiritualità delle leggi (quindi teorica, « di diritto ») ed esiste una spiritualità della vita, cioè messa realmente in pratica; e le due spi­ritualità non s'identificano necessariamente. Tuttavia, spetta allo studioso di determinare, caso per caso, il reciproco rapporto: quanto e come una legge influì sulla vita e, viceversa, quanto e come la vita influì su una legge. Crediamo, infine, che sarà di grande interesse la ricerca delle fonti dei testi in parola, come già l'aveva tentata, per le Costituzioni del 1536, P. Edoardo d'Alencon (cf. ivi, p. 15).


 
 
 
 
 
 
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