Inizio > Rivista Antonianum > Articoli > Matanic Lunedì 18 novembre 2019
 

Rivista Antonianum
Informazione sulla pubblicazione

 
 
 
 
Foto Matanic A.G. , Recensione: GIUNTA BEVEGNATI, Leggenda della vita e dei miracoli di santa Margherita da Cortona. Nuova traduzione dal latino con prefazione e note di P. Eliodoro Mariani o.f.m, in Antonianum, 55/1-2 (1980) p. 295-297 .

Mentre professiamo doverosa riconoscenza al P. Mariani per il ma­gnifico volume, arricchito da numerose illustrazioni, ammiriamo anche la sua audacia nell'aver affrontato la problematica di un'opera di cui man­ca ancora un'edizione critica dell'originale latino e dove resta ancora a mostrare e distinguere più credibilmente la parte spettante alla formu­lazione letteraria e quella spettante alla realtà dei fatti ivi raccontati (cf. ivi p. XIV; C. Becker, art. Marguerite de Cottone, in Dictionnaire de spiritualità, X, Paris 1977, coli. 337-338). Difatti, il nostro nuovo tradut­tore ci offre subito, nella prefazione, alcuni chiarimenti e dichiara lo scopo edificativo  del  suo  impegno.

Il volume in parola è comparso in occasione del 250° anniversario della canonizzazione di Margherita, essendo stata canonizzata nel 1728 dal Papa Benedetto XIII. Ma anche l'anno precedente (1977) fu in un certo senso « anno giubilare » della Santa toscana, che s'era fatta penitente francescana nel 1277 (è la data tradizionale), ed i cui resti mortali ripo­sano nel suo santuario di Cortona, rinnovato nel  1877.

La grande ed amorosa penitente umbro-toscana, che secondo alcuni con Francesco e Chiara costituisce il meraviglioso trittico della triplice milizia francescana, ebbe molti biografi, dal Trecento ad oggi. Ai giorni nostri fu ammirata e studiata da Giovanni Joergensen, Francois Mauriac, Walter Nigg, Wilhelm Schamoni, ed altri. La vita che, ancora una volta, per l'opera diligente del P. Mariani è comparsa in versione italiana è quella redatta, subito morta la protagonista, dal P. Giunta Bevegnati, già confessore della Santa e presente al suo transito. Divenutone, appunto, il primo biografo, egli rimane la fonte primaria e principale di quanto sappiamo  di lei.

A dire il vero, P. Giunta fu più un raccoglitore che l'autore del mate­riale biografico qui presentato, in quanto cercò di mettere insieme dei ricordi suoi e di altri che conobbero la sua protagonista. E' bene, per questo, far attenzione al suo prologo: egli ha raccolto, dice, almeno al­cuni « fiori » della vita mirabile di Margherita, esponendo in 12 capitoli la perfezione delle sue virtù e le sue numerose grazie, perché la Chiesa, feconda di sempre nuova prole, possa nutrire i suoi figli con nuovi esempi (ivi, all'inizio).

P. Mariani rileva a ragione il « carattere colloquiale » della Leggenda in parola. Mentre noi desidereremmo più abbondanti ragguagli storico-biografici, ci dobbiamo accontentare di pochi, essendovi prevalente il rac­conto di esperienze mistiche, costituite per lo più da « colloqui » tra Margherita e Gesù. Da notare che la Santa si comunicava ogni giorno (cosa rarissima a quel tempo), ed i detti colloqui avvenivano con una certa regolarità dopo la comunione. Il curatore dell'opera affronta l'argo­mento (pp. VIII-IX) e scrive a proposito: « Buona parte dei capitoli che siamo invitati a leggere, non sono dedicati a raccontare cronologicamente, e per ordine, gli eventi dell'esistenza terrena di Margherita... Gran parte degli undici capitoli in cui la Leggenda è divisa è dedicata a ripeterci i colloqui ininterrotti, i dialoghi amorosi, svoltisi specialmente nel mo­mento della santa comunione, tra Margherita e Gesù »  (p. Vili).

Margherita da Cortona è nota come una grande penitente, ma una penitente gioiosa. Siamo tentati di sintetizzare così il suo messaggio anche per gli uomini d'oggi: nel cristianesimo esiste un'ammirevole correla­zione tra la penitenza sofferente e la gioia; si pensi alla gioia natalizia dopo le veglie dell'Avvento o alla gioia pasquale dopo il Venerdì della passione. L'esperienza di santa Margherita è lì a testimoniare quell'am­mirevole e consolante correlazione.

Riteniamo, infine, che agli studiosi di storia religiosa, in particolare agli studiosi del misticismo cristiano vissuto, della teologia e della spiri­tualità, non sfuggirà l'importanza molteplice di questa pubblicazione, che fa onore all'editrice vicentina ed ai suoi collaboratori. Libri come questo appartengono ad un genere letterario del tutto particolare che, dopo santa Teresa di Lisieux, osiamo qualificare come  « storie delle anime ».


 
 
 
 
 
 
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