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Rivista Antonianum
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Foto , Commemorazione annuale di G. Duns Scoto all'» Antonianum » , in Antonianum, 54/1 (1979) p. 154-158 .

Come ormai è consuetudine, l'8 novembre 1978, si è tenuta la solenne commemorazione di G. Duns Scoto nell'Aula S. Antonio del Pontificio Ateneo Antonianum.

La celebrazione ha avuto il seguente svolgimento: parole di saluto del P. Gerardo Cardaropoli, Rettore Magnifico; intervento del P. Luca Modric, presidente della Commissione Scotista, su: «I lavori in corso per l'edizione critica delle opere di G. Duns Scoto; relazione del P. Roberto Zavalloni sul tema: « L'intelligenza affettiva in G. Duns Scoto alla luce della psicologia moderna ». A conclusione il M.R.P. Cerasa, Vicario Gene­rale OFM, ha rivolto all'assemblea parole di conclusione e di saluto.

L'atto commemorativo è stato seguito con molto interesse dagli inter­venuti. Erano presenti personalità ecclesiastiche, delle Famiglie Fran­cescane e del mondo della cultura.

a)   Indirizzo di saluto del P. Gerardo Cardaropoli, Rettore Magnifico

Nel rivolgere a tutti voi questo breve indirizzo di saluto, non posso prescindere dal riferimento a quanto sta avvenendo nella Chiesa, in questi ultimi giorni.

Papa Giovanni Paolo II, il 22 ottobre, aveva iniziato il suo ponti­ficato all'insegna di un programma cristocentrico: «Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente... O Cristo! Fa che io possa diventare ed essere servitore della Tua unica potestà! Servitore della Tua dolce potestà! Servitore della Tua potestà che non conosce il tramonto! ». Poi aggiun­geva: «Aiutate il Papa e tutti quanti vogliono servire Cristo e, con la potestà di Cristo, servire l'uomo e l'umanità intera».

Quasi a convalidare e a consolidare la linea cristocentrica che aveva scelto, Papa Wojtyla, pellegrino alla tomba di S. Francesco, gli ha rivolto la commovente preghiera: « Tu che hai tanto avvicinato il Cristo alla tua epoca, aiutaci ad avvicinare Cristo alla nostra epoca, ai nostri difficili e critici tempi. Aiutaci! ». L'impegno dato dal nuovo Papa a tutti i francescani è chiaro e perentorio: « Siate servi del suo popolo con gioia, perché S. Francesco vi ha voluti servi gioiosi dell'umanità, capaci di accendere dappertutto la lampada della speranza, della fiducia, dell'ottimismo che trova la sorgente nel Signore stesso ».

Papa Paolo VI, nel discorso ai Capitolari dei Frati Minori del 1967 aveva affidato ai francescani l'identico mandato: « Fate, figli di S. Fran­cesco, che quanti accusano la Chiesa d'aver polarizzato il suo centro di interesse in altri aspetti del cristianesimo — dottrinali, culturali e pra­tici — che non in Cristo Gesù, possano ravvisare in S. Francesco e nei suoi figli, fedeli seguaci che ne perpetuano la testimonianza, la prova del primato in ogni cosa della regalità, che la Chiesa confessa e celebra del Nostro Signore Gesù Cristo ».

Potrei aggiungere a questo punto che, nella visione dello stesso Paolo VI, Cristo rappresenta « il punto focale » di tutto il Vaticano II, come risulta chiaramente dal suo discorso di apertura della seconda sessione.

E' in questa prospettiva che sento di dover collocare la figura del B. Giovanni Duns Scoto nella celebrazione di quest'anno. Il contributo del suo pensiero alla centralità di Cristo, nel contesto di tutta la teologia cristiana, è ben noto, è autorevolmente riconosciuto da Paolo VI nella lettera « Alma Parens ». Perciò non c'è bisogno di nessun riferimento. Mi permetto soltanto di aggiungere che la sua visione metafisica ha biso­gno di essere « tradotta » in termini storici, e annunziata con linguaggio aderente alla sensibilità del nostro tempo, dal momento che il mistero di sempre, e, perciò anche di oggi, è appunto quello di individuare il rap­porto tra l'azione salvante di Cristo e la perenne ansia di progresso, che è alla base di ogni vero impegno degli uomini.

A me sembra che, se questo deve costituire l'impegno preminente per tutti i Francescani, lo deve essere in modo tutto speciale per questo nostro Ateneo Antoniano. Nasce qui il rapporto strettissimo che deve unire l'Antoniano alla Commissione Scotista, quasi un cordone ombelicale, attraverso il quale passa continuamente la linfa vitale. L'annuale cele­brazione ne è l'espressione esterna più significativa. Ma il rapporto deve restare forte e costante.

In quanto Rettore, e a nome di tutta la famiglia dell'Ateneo, esprimo il ringraziamento e la riconoscenza ai nostri confratelli della Commissione Scotista, che, nel duro e nascosto lavoro, rendono un prezioso servizio ai nostri studi e a tutto l'Ordine.

Mi sia concesso in questa occasione, di lanciare un appello ai giovani affinché vogliano continuare quest'opera che, per alcuni dei Padri che ci hanno preceduto, è stato l'ideale e la ragione di essere della loro vita francescana. Il sacrificio non li scoraggi, ma li sproni di più. Si tratta, infatti, di un lavoro prezioso, dal momento che rappresenta un contri­buto notevole alla riscoperta della dottrina che pone Cristo al centro della storia e di tutta la creazione. Si tratta, inoltre, di scoprire ricchezze preziose, ma nascoste, come credo che si potrà ricavare dalla lezione del P. Roberto Zavalloni.

Auguro a tutti la gioia di questa scoperta, mentre ci accingiamo a conoscere le ultime fatiche dei nostri confratelli nella relazione del P. Luca Modric, presidente della Commissione Scotista, al quale va il mio cordiale e fraterno augurio.

b)   Relazione del P. Luca Modric sui lavori della Commissione Scotista

Dopo il saluto del Rettore Magnifico ha preso la parola il P. Luca Modric, presidente della Commissione Scotista, per riferire sui lavori in corso circa l'edizione critica delle opere di Giovanni Duns Scoto.

Attualmente le ricerche si stanno svolgendo sulle distinzioni 4-44 del secondo libro dell'Ordinatio per il volume Vili, e sulle distinzioni 1-44 del secondo libro della Lectura per il volume XVIII. In questo modo le ricerche sul pensiero del Dottore Sottile vengono facilitate, perché si svolgono parallelamente sulla medesima dottrina esposta in due diverse forme.

Quanto alla preparazione del voi. Vili, nel corso dell'anno passato si è ancora insistito sull'esame della dist. 14, nella quale Scoto commenta la dottrina sulla creazione dell'universo. In questo luogo egli espone il suo pensiero secondo l'antica concezione aristotelico-tolemaica; però i manoscritti lo riportano con molte varianti, spesso arbitrarie. Per poter giungere al testo genuino del Dottore Sottile, è stato necessario appro­fondire tutta la dottrina esposta, mettendola in relazione con le fonti esplicite ed implicite. Questo lavoro ha comportato estenuanti ricerche, il cui frutto sono numerosissime fonti riportate e molte note illustrative.

Le dist. 15-25 furono tralasciate da Scoto nell'Ordinatio. Ciò nono­stante alcuni codici —per integrare il testo — le riportano, prendendole dalle Additiones Magnae di Guglielmo di Alnwick. Attualmente si sta compiendo una rigorosa classificazione di questo materiale interpolato, per poter chiarire la sua esclusione dal voi. VIII.

Si è quindi passati alla preparazione delle dist. 26-44. Finora sono state individuate le fonti degli autori citati da Scoto fino alla dist. 36, il che aiuterà di molto la restituzione del testo.

Tutto il materiale finora preparato, compreso quello degli anni pre­cedenti, supera di molto la metà del futuro volume VIlI.

La preparazione della Lectura per il voi. XVIII è proceduto alquanto più rapidamente, poiché non si sono incontrate particolari difficoltà. Così oltre un ulteriore perfezionamento della dist. 2, è stata fatta molta strada nelle ricerche sulle dist. 4-26. Difatti su di esse sono stati eseguiti i se­guenti lavori: restituzione e trascrizione a macchina del testo critico, individuazione di quasi tutte le fonti, verifica delle citazioni interne e sistemazione delle note.

Si può dire che delle 570 pagine dattiloscritte di testo, previste per il volume XVIII, rimane ancora da studiare e sistemare il testo di circa SO pagine. Bisogna comunque precisare che questo materiale avrà bisogno di una ulteriore verifica e di un ultimo lavoro di lima.

Gli sforzi immani che vengono compiuti intorno all'edizione critica delle opere di G. Duns Scoto, trovano il loro riconoscimento e la loro ragion d'essere nella realtà della vita presente, poiché gli studiosi mo­derni con sempre maggior insistenza chiedono di conoscere il pensiero genuino del Dottore Sottile. Però alla Commissione Scotista il più gradito riconoscimento è venuto dal compianto Papa Paolo VI, il quale tramite una lettera del sig. Cardinale Villot, scritta il 18 marzo 1978 al Ministro Generale dei Frati Minori Rev.mo P. Costantino Koser, disse — tra l'al­tro — riguardo al voi. VII della edizione che è « frutto di accurate ricer­che, di profondi studi, di vivo amore alla scienza ».

e)   Relazione del P. Roberto Zavalloni: « L'intelligenza affettiva in G. Duns Scoto alla luce della psicologia moderna ».

La Relazione è pubblicata in questo numero, pp. 40-75.

d)   Parole conclusive del P. Cerasa, Vicario Generale OFM

Ha chiuso l'intensa serata il saluto del P. Cerasa, Vicario Generale OFM, il quale ha subito annunciato che idealmente si facevano presenti, data la particolare circostanza, il P. Generale e il Definitorio dell'Ordine.

Fervido è stato il ringraziamento e il plauso che ha rivolto ai com­ponenti la Commissione Scotista che, con spirito di abnegazione e passione intellettuale, contribuisce a lumeggiare lo spirito di S. Francesco il quale non poteva non avere migliore filtro scientifico che l'opera di Bonaventura e Scoto.

Ha inoltre rilevato la sorprendente attualità dell'opera scotiana così come è emersa dallo studio del P. Prof. Zavalloni, il quale ha contribuito a rendere più intelligibile e a noi vicino la genialità del grande « maestro di ieri ».

Infine, ringraziando gli intervenuti, ha manifestato l'auspicio che la Commissione Scotista diventi sempre più l'anima della vita culturale dell'Ateneo e attraverso esso possa raggiungere tutto l'Ordine.


 


 
 
 
 
 
 
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