Inizio > Rivista Antonianum > Articoli > Pontificia Accademia Mariana Internazionale Lunedì 23 settembre 2019
 

Rivista Antonianum
Informazione sulla pubblicazione

 
 
 
 
Foto Pontificia Accademia Mariana Internazionale , Presentazione del volume Maria e il mistero di Cristo nella teologia di hans Urs von Balthasar, di Vittorina Marini, in Antonianum, 81/1 (2006) p. 201-202 .

Presiede la seduta Monsignor Franc Rodé, che rivolge ai presenti parole di saluto. Ricorda che nella visione di von Balthasar Maria diventa l’archetipo di ogni risposta a Dio; e che Maria e Cristo si trovano intimamente uniti nell'economia della salvezza.

Ricorda poi che Vittorio Messori, nel suo recente libro “Ipotesi su Maria” parla della Mariologia come estensione della cristologia, tesi che condivide pure l'autrice del libro che presentiamo. Infatti dove manca la mariologia il cristianesimo perde sostanza e identità. I dogmi Mariani garantiscono quelli della cristologia.

Padre Vincenzo Battaglia, presidente della PAMI, rivolge alcune parole di saluto e presenta le attività della PAMI, e tra esse l'opera  editoriale che svolge quale impegno per la diffusione della mariologia, e nel supporto alla ricerca di professori e studiosi. In seguito ringrazia il Padre Stefano Cecchin per il suo lavoro nell'Accademia.

Il Rettore dell'università, padre Johannes Freyer, saluta pure i presenti e ricorda l'impegno della Cattedra di studi Mariologici nella volontà di promuovere la ricerca nel campo mariano, come uno degli obiettivi della nostra università.

Il padre Salvatore Perrella presenta il libro della Marini. In primo luogo vuole condurre gli uditori ad un habitat meno frequentato, oltre all'ambito sentimentale che caratterizza i discorsi mariologici. Rivendica una specie di igiene preventiva per parlare della Vergine, ed evitare banalità: una nuova grammatica fondata sulla magna carta della Lumen Gentium. Si tratta di una svolta che aiuta a cogliere il senso del Concilio Vaticano II, un concilio mariano e mariologico.

Esalta la teologia e la sua missione di pensare con rigore per descrivere la dinamica della salvezza a seconda della Lumen Gentium, pure per quanto riguarda il ruolo di Maria, legata al sacrificio di Cristo, rendendola donna eucaristica.

Ricorda quanto sia necessario confrontare la teologia del Concilio con la teologia preconciliare se si vuole capire la sua portata, anche nel campo della mariologia.

Sottolinea in continuazione la presenza trasversale di Maria nei diversi misteri della fede: nell'incarnazione, nella redenzione e nella ricezione dello Spirito; Maria infatti è la madre orante che riceve lo Spirito. Maria è il simbolo culturale più potente degli ultimi 2000 anni, colei che rende Dio simpatico e che suscita il buon pensiero; per pensare bene teologicamente bisogna guardare Maria, causa di igiene mentale e teologica, elemento fondamentale per il pensare cristiano, grazie al suo rapporto con Cristo e la Chiesa; un'immagine che ci ripropone la via della bellezza. Conviene anche ricordare la figura di Maria nella cultura, in grado di inculturare la fede. Conclude sottolineando che von Balthasar entra nella lista dei molti teologi contemporanei che hanno trattato il mistero di Maria nell’ insieme di una teologia di grande respiro e hanno onorato la sua memoria nel proporre un posto teologico centrale della sua figura.

Il P. Jacques Servais si propone di situare la figura di Maria nella vita di von Balthasar. Siamo dinanzi  a un processo di crescita intellettuale che va verso un maggior interesse mariano. È stato Balthasar a richiamare a un certo punto Ratzinger perché tenesse conto della mariologia nella propria teologia. Tale invito matura col tempo fino alla pubblicazione di un libro in collaborazione tra i due, su Maria quale “Chiesa nascente”.

Le chiavi di quella crescita teologica seguono un primo periodo di studi nei quali il giovane Balthasar si sente deluso dalla formazione teologica neo-scolastica, e anche dalle forme devozionali esaltate e di una spiritualità troppo estrinseca. Balthasar scopre poi, forse sotto l'influsso di de Lubac, il legame intrinseco tra mariologia ed ecclesiologia. Tale slancio cresce successivamente sotto l'influsso di Adriane von Speyr verso un incontro tra la mariologia e la cristologia. Balthasar non smetterà di pubblicare articoli e saggi di mariologia dall'anno 44 all’ 88, cioè fino alla sua morte.

Anche l'incontro tra Balthasar è Karl Barth ha contribuito allo sviluppo della sua mariologia e cioè nell'inserire la figura di Maria nella storia della salvezza, nell'intreccio tra creazione e alleanza. Ritorna il tema della casta-meretrix, della Chiesa purificata nel sangue dell'Agnello. Siamo dinanzi a un dialogo difficile tra due grandi teologi, con idee alle volte contrastanti; ad esempio Barth non accetta la condizione sponsale di Maria, sposa di Cristo.

Balthasar sembra poco soddisfatto di alcuni sviluppi Mariani del Magistero, pare a causa della mancanza di sostanza e li scorge, e richiama il bisogno di una buona dogmatica.

A continuazione suor Mary Melone indica che nel legame tra mariologia ed ecclesiologia si propone il significato della vita religiosa, e che in un certo senso i religiosi incarnano la vita ‘mariana’ per la sua totale disponibilità.

Come moderatrice invita poi tutti al dialogo. Un uditore ripropone il problema del legame tra mariologia e vita consacrata al professore Servais, che risponde mostrando alcune intuizioni di Balthasar in merito.

Alla fine suor Vittorina ringrazia i relatori e risponde ad alcune suggestioni, spiegando il senso del suo progetto, è ricorda come Balthasar sia confacente allo spirito femminile come pochi altri teologi.


 
 
 
 
 
 
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