Inizio > Rivista Antonianum > Articoli > Nobile Giovedì 22 agosto 2019
 

Rivista Antonianum
Informazione sulla pubblicazione

 
 
 
 
Foto Nobile Marco , Recensione: Gerd Theissen, Motivare alla pensar occidentale, in Antonianum, 84/4 (2009) p. 767-768 .

Gerd Theissen, Motivare alla Bibbia. Per una didattica aperta della Bibbia, (ISBSuppl. 22), Paideia, Brescia 2005, pp. 315, € 26,20, ISBN 88-394- 0703-0.

L’autore di questo interessante trattato di didattica biblica è un docente universitario dell’università tedesca di Heidelberg, che ha però anche una grande esperienza come insegnante di religione nei licei. Il trattato del T., pur supponendo la situazione locale tedesca, e pur affrontando la questione di fondo, cioè la rilevanza dell’insegnamento della Bibbia, in una maniera scientifica e sistematica che risente della sensibilità e cultura tutte “tedesche” dell’autore, e tuttavia un ottimo tavolo di discussione, al quale possono sedere con molto profitto anche altri interlocutori europei, compresi gl’italiani.

L’oggetto dello studio e come insegnare oggi la Bibbia. Il tema implica vari problemi: a) la rilevanza della Bibbia al presente; b) la natura e composizione della società occidentale odierna; c) la creazione di un’ermeneutica biblica contemporanea, sulla base d) di una comprensione-interpretazione non più esclusivamente religiosa o ecclesiale; e) contributo delle altre scienze, quali la sociologia, la psicologia, la pedagogia.

Tale problematica complessa viene articolata in tre parti. Nella prima parte si presentano i fini di una conoscenza della Bibbia; in altri termini, ci si domanda perche la Bibbia possa o debba essere studiata come oggetto preferenziale.

Nella seconda parte, invece, vengono discussi i contenuti della Bibbia, cioè una lettura contemporanea funzionale in chiave di teologia biblica dei testi. Infine, nella terza parte si ha la necessaria e inevitabile trattazione della metodologia idonea a proporre e introiettare l’oggetto in questione.

La trattazione del T. e meticolosa e ricca di stimoli, suffragati da una corrispondente bibliografia. L’esito felice del suo discorso potrebbe essere quello di far uscire dal ghetto ecclesiale la Bibbia, rendendola significativa e sapienzialmente“prescrittiva” anche per altri ambienti culturali, compresi quelli a-religiosi. Altrettanto felice, pero, sarebbe l’esito di far sì che la Bibbia venisse trattata anche all’interno della comunità ecclesiale come oggetto primario di formazione umana e religiosa, adeguatamente affrontato sia in quanto prescritto dalla tradizione sia in quanto finalmente compreso alla luce delle attuali acquisizioni in materia. Non possiamo che congratularci con l’autore, raccomandandone vivamente la lettura a coloro in particolare che hanno a cuore l’accessibilità di quel classico della nostra storia culturale che è appunto la Bibbia, spesso destinata solo a occupare un posto d’onore su un leggio liturgico o in uno scaffale borghese.


 
 
 
 
 
 
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