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Rivista Antonianum
Informazione sulla pubblicazione

 
 
 
 
Foto Messa Pietro , Recensione: Liber Ordinarius Modoetiensis cum Kalendario-Obituario. Tomus A: Liber Ordinarius Modoetiensis, studia et editionem paravit FERDINANDUS DELL’ORO adlaborante RENATO MAMBRETTI; Tomus B: Kalendarium-Obituarium Modoetiense, studia et editionem par, in Antonianum, 78/1 (2003) p. 187-190 .

I due volumi affrontano lo studio di un codice importante in quanto espressione della vita liturgica di uno dei centri nevralgici della liturgia medievale e, precisamente, la cattedrale di San Giovanni Battista in Monza. In realtà il manoscritto è composito, essendo il risultato dell’unificazione di due codici distinti: un calendario-obituario (COM: cc. 1-46) e il libro ordinario della Chiesa monzese (LOM: cc. 47-74), descritti rispettivamente nel tomo A da Ferdinando Dell’Oro e nel tomo B da Renato Mambretti.

Il Liber Ordinarius Modoetiensis è presentato nel tomo A in tre sezioni: studi, edizione e indici. Dopo che nel capitolo primo Mirella Ferrari ha descritto I testimoni manoscritti (pp. 25-28), Ferdinando Dell’Oro, in nove capitoli, affronta il LOM da diverse angolazioni. Nal capitolo secondo evidenzia l’Origine monzese del cod. h-14 e i suoi componenti (pp. 29-36), sottolinenado che «recenti studi sulla tipologia dei libri liturgici inducono a riqualificare il cosidetto Cerimoniale per la chiesa di Monza assegnandogli come titolo adeguato e proprio quello di Liber Ordinarius Modoetiensis vale a dire Libro Ordinario per la Chiesa di Monza» (p. 33).

Dopo aver descritto nel capitolo terzo Struttura e caratteristiche del «Liber Ordinarius Modoetiensis» (pp. 37-52),  l’A. nel capitolo quarto cerca di descrivere il tragitto che conduce Dal «Liber Ordinarius» ai libri per l’ufficiatura corale conservati nella Biblioteca Capitolare (pp. 53-77), evidenziando sia i libri che nel LOM sono segnalati, sia i libri per la celebrazione dell’Ufficio divino e della Messa descritti nel LOM presenti nella Capitolare monzese. Ciò ha permesso all’A. di illustrare al meglio il nostro manoscritto e di ampliarne il contenuto leggendolo in parallelo con altri libri liturgici coevi.

Nel capitolo quinto sono descritte accuratamente Le celebrazioni dell’ anno liturgico secondo il «Liber Ordinarius Modoetiensis» (pp. 79-249), dividendole secondo i tempi liturgici; in appendice a questo capitolo l’A. presenta i suffragia sanctorum, detti pure commemorationes nei libri romani, che consistono in preghiere di intercessione inserite nell’Ufficio quotidiano e composte da un’antifona, un versetto e un’orazione rivolti ad alcuni Santi particolari e che nella Basilica di Monza erano recitate per lo più durante le stationes o “visita processionale” a determinati altari. Nel LOM le commeorationes poste al termine delle Lodi e dei Vespri sono quattro, ovvero De sancta Trinitate, De sancta Cruce (tra le cui antifone, derivando dalle due feste della santa Croce del 3 maggio e 14 settembre, c’è anche l’Adoramus te, Christe), De sancta Maria e De sancto Iohanne baptista.

Circa  L’iniziazione cristiana a Monza all’inizio del secolo XIII, descritta nel capitolo sesto (pp. 251-276), l’A. è solerte nel definire la fisionomia e le peculiarità del rituale degli scrutini battesimali contenuti nel LOM, soprattutto confrontandoli con quello della vicina liturgia ambrosiana. Nella ricerca dell’identità propria di una liturgia o di un testo liturgico, fondamentale è l’analisi delle feste segnalate e proprio per questo molto importante è il capitolo settimo in cui sono descritte Le celebrazioni dei Santi nel «Liber Ordinarius» di Monza (pp. 277-347) facendo attenzione sia a distinguere le diverse tipologie delle celebrazioni, sia evidenziando le ricorrrenze più significative del Santorale. In un’appendice, Renato Mambretti tratteggia la storia architettonica della Basilica di San Giovanni Battista in Monza evidenziando quegli elementi propri descritti nel LOM. Nel capitolo ottavo l’A. cerca di ricostruire Il calendario soggiacente al «Liber Ordinarius Modoetiensis» (pp. 349-374).

Importante è il capitolo nono Il Rito della Chiesa di Monza secondo il «Liber Ordinarius» del secolo XIII  (pp. 375-382) nel quale l’A., tenendo conto di tutti i dati emersi dal LOM, alla annosa domanda se a Monza si osservasse il rito “romano” o il “rito patriarchino” risponde che lì si osservava il rito romano “secundum consuetudinem ecclesiae Modoetiensis”.

Il capitolo decimo presenta Il calendario dell’Obituario monzese (pp. 383-427), e si tratta fondamentalmente di “appunti di lettura” in cui l’A., analizzando la presenza di determinati santi appartenenti soprattutto alla Chiesa di Milano o chiese particolari dell’Alta Italia, giunge alla conclusione che il documento in questione è un Kalendarium ecclesiae Modoetiensis.

Dopo questa premessa di studi il testo riporta l’edizione critica del LOM (pp. 431-541) a cui seguono gli accurati indici divisi in sezione liturgica (pp. 545-594) e sezione onomastico-sistematica (pp. 595-6169; molto importante la sezione liturgica in cui, oltre agli incipit dei testi liturgici raggruppati in 18 categorie che permettono di conoscere la loro fisionomia e funzione, sono riportati anche i nomi dei santi, i testi liturgici dei vari codici e fonti e i capitoli in cui è diviso il LOM. Nella sezione onomastico-sistematica, oltre all’indice degli autori antichi e moderni, c’è un indice sistematico e dei manoscritti. La presenza finale di sei tavole a colori che riproducono alcune carte importanti del LOM impreziosisce ulteriormente il volume.

Il Kalendarium-Obituarium Modoetiense è presentato nel tomo B da Renato Mambretti. Nella sezione studi si contestualizza il suddetto testo all’interno delle vicende de La Canonica di San Giovanni Battista (sec. VI-XVI) (pp. 25-102), la quale ha le sue radici nella politica religiosa della regina bavara Teodelinda, sposa di Agilulfo re dei Longobardi. Tale chiesa, a motivo del suo ingente patrimonio, divenne presto motivo di interesse per numerose famiglie influenti di Monza e del territorio limitrofo, soprattutto Milano; tra queste famiglie certamente un ruolo importante hanno avuto i Visconti. Nel capitolo secondo Renato Mambretti sottolinea Il contributo dell’Obituario alla storia di Monza e della sua Chiesa (pp. 103-134), esaminando in esso sia la presenza di laici e chierici (arcivescovi, arcipreti, canonici, membri del clero minore, cappellani), sia i lasciti annuali che, nelle loro differenti tipologie, sono ricchi di informazioni circa la vita monzese medievale, non solo religiosa, ma anche economica, sociale, politica, ecc. Il capitolo terzo, che riporta le Schede biografiche (pp. 135-256), è uno strumento eccezionale per qualsiasi studio futuro sulle vicende di Monza in età medievale. Nello studio della Genesi e formazione del Kalendarium-Obituarium (pp. 257-274) l’A. evidenzia le diverse scritture e il loro apporto alla formazione del codice.

Successivamente a questi studi è riportata l’edizione del Kalendarium-Obituarium Modoetiense (pp. 277-413) e della Recordatio Annualium Thesaurie (pp. 415-422), con in appendice l’Inventarium de bonis Modoetiensis Ecclesie, De libris mutuum datis adnotationes e gli Statuta (pp. 423-432).

Anche il tomo B è arricchito da un dettagliato indice dei manoscritti, dei nomi degli Autori, di persona, di luogo e geografici, e delle cose notevoli (pp. 433-511).

I due tomi pubblicati da Dell’Oro e Mambretti sono un contributo prezioso per numerosi campi di ricerca, non solo riguardanti la storia locale di Monza e la liturgia, ma anche la storia delle istituzioni, dell’economia, della pietà, etc. Tutto ciò evidenzia che la liturgia, con i libri ad essa connessi, è un luogo imprescindibile per chiunque voglia studiare un ambito della vita medievale; essa non può essere ignorata dagli storici, se non vogliono correre il rischio di non comprendere molte notizie trasmesse da altre fonti. Inoltre, questi due tomi sono l’espressione della liturgia di Monza consistente in una liturgia di rito romano “secundum consuetudinem ecclesiae Modoetiensis”, ma anche di quella realtà di sviluppo più o meno fluttuante in cui si trovava il rito romano nei secoli XII-XIII. Proprio in questo stesso contesto lturgico si è sviluppata e espressa l’esperienza cristiana di Francesco d’Assisi e della fraternitas minoritica, la quale successivamente ebbe un ruolo tanto grande nella diffusione dello stesso Ordinario liturgico romano. Negli studi inerenti all’esperienza cristiana di Francesco d’Assisi, sempre più si prende consapevolezza dell’importanza della liturgia nella sua vicenda personale e comunitaria; la liturgia diventa chiave ermeneutica anche dei suoi scritti. Tenendo conto di ciò non appare esagerato affermare che la lettura dei due tomi inerenti al Liber Ordinarius Modoetiense ed al Kalendarium-Obituarium Modoetiense rende più comprensibile l’ambiente culturale, spirituale e teologico in cui si è svolta la vicenda del santo d’Assisi (cfr. ad esempio la commemoratio De sancta Cruce con l’antifona Adoramus te, Christe, presente anche nel Testamentum di Francesco).


 
 
 
 
 
 
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