Inizio > Rivista Antonianum > Articoli > Glinka Martedì 20 agosto 2019
 

Rivista Antonianum
Informazione sulla pubblicazione

 
 
 
 
Foto Glinka Luis , Recensione: Litterae Nuntiorum Apostolicorum historiam Ucrainae Musitantes (1550-1850); vol. XIV: 1684-1693: Paravit, adnotavit editionemque curavit A.G. Welykyj, O.S.B.M, in Antonianum, 53/1-2 (1978) p. 383-384 .

Per ovviare alia difficoltá d'accesso alia consultazione degli Archivi Vaticani, lo storico ucraino Atanasio Welykyj ha preso l'iniziativa di pub-blicare i documenti conservati in essi per fornire un materiale scono-sciuto agli studiosi della storia e della Chiesa ucraino-cattolica sia quella ortodossa. II volume ora pubblicato abbraccia un decennio di storia della vita dei cosacchi ucraini, della Chiesa ucraina e dei paesi confinanti. I popoli minacciati costantemente dall'invasione dei turchi e tartarí (Au­stria, Polonia, Ungheria, Ucraina, Mosca, ecc.) avevano allora la preoc-cupazione di arrestare Favanzata verso l'Occidente, dall'altra parte i Papi Innocenzo XI (1676-1689), Alessandro VIII (1689-1691) ed Innocenzo XII (1691-1700) furono i principali promotori delle alleanze tra i popoli catto-lici ed anche ortodossi per respingerli verso i loro confini. Lo storico perció ha davanti a sé una ricca fonte di documenti con dati, notizie sto-riche, indicazioni di luoghi e di persone, siano ucraini (come G. Mazepa, A. Mohila), polacchi, moscoviti, ecc., utili per conoscere da più vicino alcuni popoli che oggi forse si tende a ignorare. Da una lettura profonda delle « Litterae Nuntiorum », corredate da note esplicative, il lettore può rilevare che allora i principali informatori alla Santa Sede erano i Nunzi Apostolici presso i governi chiamati in causa. Ed un primo elemento che appare da questo volume è la costante sollecitudine della Santa Sede per aiutare i cosacchi che combattevano tartari e turchi, i quali infatti furono sconfitti nell'assedio della città di Vienna (an. 1683)  (pp. 5-19).

La storia ucraina di questo periodo non rimane soltanto locale, ma è collegata a quella dei paesi confinanti ed è pertanto inserita in tutto il quadro storico politico ed ecclesiale dell'Europa. A questa ricca docu­mentazione si aggiungono i dati relativi alla chiesa ucraino-cattolica che nel secolo XVII attraversava un periodo molto difficile e doloroso e nel medesimo tempo si consolidava dopo l'unione cattolica (1596). Tra i docu­menti appare la professione di fede cattolica dei due vescovi ortodossi ucraini, Giuseppe Sumlaskyj (1677-1708) e Innocenzo Wynnyckyj (1680-1700), delle eparchie di Lviv e PeremySl, i quali non avevano accettato l'unione con la Sede di Pietro del 1596 e la testimonianza delle difficoltà che trovarono per consolidare la fede cattolica nelle loro eparchie (pp. 202-210). Oltre a queste notizie fondamentali per la storia della chiesa ucraino-cattolica, troviamo nel volume informazioni sull'attività dell'Ordine dei monaci di san Basilio Magno, nonché sulla presenza in Ucraina di reli­giosi di rito latino, come i Gesuiti e i Teatini, e sull'attività degli armeni, ecc. Sebbene non tutte le lettere vengano pubblicate per esteso, anche quelle incomplete forniscono valide indicazioni a chi volesse andare al­l'archivio per una più esauriente consultazione. Infine questo volume con­tiene, oltre all'indice generale, un indice di nomi e di cose, pp. 269-282, un elenco dei nomi dei papi, patriarchi, imperatori, ecc., pp. 283-286, ed è arricchito da sette tavole illustrative.

L'Editore ha inoltre preposto ad ogni lettera un titolo che ne indica il contenuto. Pensiamo che egli avrebbe maggiormente facilitato il lavoro dello studioso se avesse aggiunto anche un indice di questi titoli.

Siamo convinti infine che questa edizione ponga a disposizione del pubblico una fonte preziosa e costituisca un contributo significativo alla storia del popolo e della chiesa ucraina nonché alla storia dell'Europa centrale.


 
 
 
 
 
 
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